UIC/011 - anno 2009 numero 1
Ivrea la bella. Nuova sede per l’UICI
Questo, per la rappresentanza di Ivrea, è stato davvero l’anno zero. All’inizio del 2009, infatti, siamo entrati in possesso del locale che la Caritas ci ha messo a disposizione nello stabile dell’Istituto Peana, in piazza Castello 6, proprio di fronte al castello, quello immortalato da Carducci: "Ivrea la bella, che le rosse torri specchia a la cerulea Dora".
L’edificio era stato donato all’Arcivescovado, secoli fa, per ospitare un convento di suore, con annesso istituto per giovani orfane o abbandonate. I dormitori vengono tuttora adibiti ad ospitare extracomunitari e persone o famiglie indigenti, mentre un’altra ala dello stabile, la principale, che si affaccia sulla piazza, dirimpetto al castello di Re Arduino, era stata recentemente affittata al liceo linguistico Vittoria che l’anno scorso ha chiuso.
La Caritas, quindi il vescovo, ci ha gentilmente accordato in comodato d’uso un vasto salone, che era la sala di musica del liceo, e l’UICI provinciale di Torino si è offerta di pagarne le spese condominiali, di riscaldamento e pulizia. Dopo un mese di lavori, il 1° febbraio è stata ufficialmente inaugurata la sede di rappresentanza.
La prima riunione ufficiale il mercoledì successivo, con l’avvio di una serie di iniziative. Sono stati, infatti, attivati da subito dei corsi di braille e di ginnastica e in futuro sono in programma delle lezioni di informatica, a più livelli, per non vedenti, ipovedenti e volontari vedenti e dei corsi di ballo, classico da sala e latinoamericano.
Ma non è tutto. In calendario, nel giorno della festa patronale di Ivrea e della rituale fiera dei cavalli, il 7 luglio, è prevista anche la misurazione del livello di glaucoma a tutta la cittadinanza, in collaborazione con il reparto oculistico dell’Ospedale di Ivrea. È stato inoltre avviato un progetto per la messa in scena di una rappresentazione teatrale di non vedenti e vedenti ed è partita una collaborazione con l’amministrazione comunale di Ivrea. Abbiamo ricominciato spingere sulle rivendicazioni più classiche inerenti l’accessibilità del territorio con l’obiettivo di eliminare quante più barriere architettoniche possibili e definire, insieme al Comune, percorsi urbani facilitati e semafori sonori di nuova generazione.
Ivo Cavallo

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