UIC/011 - anno 2009 numero 1
Piossasco, un Comune senza barriere
Intervista all’assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Pezzella.
- Assessore, come mai si occupa di non vedenti?
«Circa un anno fa Piossasco ha riqualificato molte vie, con l’installazione di rotonde e aree pedonali nuove».
- Quindi alcuni cittadini residenti si sono lamentati?
«Sì, sono venuti in Comune per portare le loro osservazioni. Le rotonde per loro risultano disorientanti
e anche attraversare le vie principali senza semaforo, con il livellamento del marciapiede alla strada, è pericoloso perché non riescono a percepire l’attraversamento.
- Quali sono le soluzioni adottate?
«È il mio primo mandato e non ho esperienza di barriere sensoriali. Ho pensato di fare un giro con i cittadini in difficoltà per Piossasco. Loro mi hanno segnalato le criticità e insieme all’ingegnere Ballari abbiamo preso nota. Piossasco conta diciottomila abitanti e ha sessanta chilometri di strade, parte in piano e parte in collina. Un ambiente complesso che si deve affrontare per gradi. Con la consulenza dell’Uici di Torino abbiamo programmato interventi di messa in sicurezza delle rotonde. Abbiamo previsto delle piste tattili a terra che intercettate dal bastone bianco portano all’attraversamento in maniera puntuale. Una volta sul ciglio della strada una striscia di "bolle" sotto i piedi avverte il pedone che sta per attraversare. È prevista anche l’installazione di due semafori sonori in via Susa e via Volvera. Uno era già presente in via Pinerolo. Anche un posizionamento dell’arredo urbano più razionale sarà messo in atto».
- Tutto questo avrà un costo e in un periodo di bilanci magri dei Comuni come avete fatto?
«Abbiamo partecipato ad un bando del ministero dei Trasporti che mette a disposizione dei fondi per progetti mirati esclusivamente all’abbattimento delle barriere. Lo hanno approvato e il 24 marzo ho presentato una delibera
appoggiata dal Consiglio comunale che farà partire i avori entro luglio».
- So che avete anche fatto un giro a Torino per capire che materiali usare e scambiare opinioni con tecnici che hanno già esperienza al riguardo?
«Sì, è stato molto istruttivo. Con l’ingegnere Ballari e con Mara Zancarli, una cittadina non vedente, abbiamo "girato" Torino per renderci conto di molti aspetti per noi nuovi».
- Quindi un lavoro collegiale e ponderato con tutti?
«Sì, noi dobbiamo imparare che gli interventi devono essere pensati in maniera allargata e devono coinvolgere tutti, anche e soprattutto chi è in difficoltà. Il Dpr 503 del 1996 ci obbliga, in caso di manutenzione, ad adeguare i semafori esistenti».
- I cittadini di Piossasco non vedenti hanno motivato gli interventi in maniera particolare?
«Le esigenze sono quelle di tutti: andare in sicurezza in farmacia, accompagnare i bimbi a scuola, recarsi all’Asl, individuare la fermata dei bus. Con questi interventi concordati speriamo che tutto questo sia più facile».
- I vostri cittadini non vedenti vi hanno invitato ad una cena al buio organizzata dall’Unione Ciechi. Come è andata?
«Bene. È stata un’esperienza interessante: mangiare al buio, cercare il cibo e bere diventa difficile. Bisogna provare per capire».
- Possiamo dire che si sono abbattute anche le barriere culturali, oltre a quelle fisiche?
«Sicuramente sì, una conoscenza più approfondita di un universo che spesso ci appare lontano è necessaria per capire, al di là della superficie, il mondo dei non vedenti».
Il progetto, promosso dall’Amministrazione Comunale di Piossasco, prevede l’inserimento di ausili sensoriali, acustici e tattili sia su semafori che negli attraversamenti pedonali con l’introduzione nella pavimentazione esistente di piastrelle dotate di rilievi in superficie che richiamano la codifica "Loges". L’intervento – che comporta una spesa complessiva superiore a 80mila euro – interesserà, in particolare, le quattro direttrici principali (via Volvera, via Pinerolo, via Torino e via Susa) escludendo le aree oggetto di futuri interventi di riqualificazione urbana.
Sergio Prelato

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