UIC/011 - anno 2009 numero 2
Vincere
Sul set del film di Bellocchio con una giovane comparsa non vedente.
Quando mi chiamarono ero entusiasta: non tanto per il film in sé – non avrei dovuto
fare una gran parte – quanto perché con quella convocazione avrei avuto modo di provare un’esperienza diversa, di cercare di capire cosa significava "girare", trovare aperto uno spiraglio su un mondo dove ogni secondo di vita quotidiana richiede ore di meticolosissime prove. Ci fecero eseguire un provino, più per pro-forma che per altro, dato che eravamo pochi. Colsero anche l’occasione per tagliarci i capelli e farci provare i costumi.
Finalmente arrivò la sera della scena, credo l’undici di maggio. L’appuntamento era per le sette a Carignano, ma tra compilazioni di moduli e firme di dichiarazioni iniziammo che erano quasi le otto. Prima di tutto si provò la nostra piccola parte che aveva, però, un’alta carica simbolica: una fila di collegiali ciechi in divisa (vestito per le ragazze, pantaloni per i ragazzi, camicia di lana grezza, polacchine, calze spesse ed occhiali scuri: avrebbe dovuto essere inverno) passavano davanti a Mussolini ed Ida. Erano lì per ricordare un’Italia "accecata" dalla dittatura fascista che in quel periodo non poteva guardare verso il futuro, ma era costretta a brancolare nel buio dell’oppressione. Per una buona riuscita della scena si impiegò circa un’oretta. Poi si passò alla parte principale: quella dei due amanti. Con le macchine da presa si cominciò intorno alle dieci. Per ricreare l’atmosfera di una grigia notte invernale si fece ricorso alla nebbia finta sparata ad ogni “ciak” da appositi bocchettoni. Non so quante volte provammo e riprovammo quei cinque secondi di pellicola: bisognava che tutto fosse ben fatto! Finimmo stanchi, affamati, ma molto divertiti, almeno per quanto mi riguarda, intorno a mezzanotte. Cosa mi è rimasto di quella serata, oltre ad un giorno di contributi, qualche soldo e il taglio di capelli? Beh, sicuramente una gran bella esperienza, una cosa da raccontare!
Sara Kobal
NOTA DELLA REDAZIONE: "Vincere" è un film diretto e sceneggiato da Marco Bellocchio, con Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi. È stata l’unica opera italiana in concorso all’ultimo Festival di Cannes. La storia ruota attorno a Benito Albino Dalser, figlio del dittatore Benito Mussolini e di Ida Irene Dalser. Il film si apre sul loro primo incontro nel 1907 e ripercorre l’amore tormentato di Ida verso il giovane Mussolini, che prima se ne invaghisce e poi la ripudia facendola internare in manicomio, come il figlio, fino alla morte: lei nel 1937, lui nel 1942. Tra le scene girate a Torino tra maggio e giugno del 2008, una delle più avvincenti è la marcia dei ciechi – a cui ha partecipato la 12enne Sara Kobal – che sfilano in piazza, di notte, davanti alla panchina su cui sono seduti Ida e Benito, novelli innamorati.

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