UIC/011 - anno 2009 numero 3
Due stazioni ferroviarie di Torino a confronto
Porta Nuova: una nave senza pontili.
Un cieco o un ipovedente quando devono recarsi in una stazione ferroviaria sono in seria difficoltà. Scendere dal taxi o dal bus, entrare in stazione, cercare l’ufficio assistenza, accedere al treno o ai servizi della stazione è un’impresa ardua.
Dal punto di vista della fruibilità in autonomia la situazione a Porta Nuova e a Porta Susa in questo momento è molto diversa. Porta Nuova, ad esempio, è un disastro. Dopo quasi un anno da quando cioè abbiamo visionato il progetto elaborato dall’Adv (Associazione Disabili Visivi) di Giulio Nardone che collabora con Trenitalia definendo i percorsi Loges all’interno delle stazioni italiane la stazione è ancora cantierata e anche dopo un’inaugurazione in pompa magna di fatto è tutto solo parzialmente aperto.
I percorsi tattili a terra, che sulla carta assicuravano un buon grado di orientamento, non sono completi. Da corso Vittorio c’è un solo varco da cui accedere all’ingresso una volta scesi dal bus. All’interno, se il viaggiatore sopravvive al dedalo di ostacoli deve camminare per molti metri prima di trovare di colpo una pista tattile tronca che porterà verso i binari. Il percorso, infatti, si interrompe all’improvviso senza raggiungere le banchine e lasciando così il viaggiatore nel vuoto.
Da via Nizza, addirittura, non esistono piste tattili dirette alla biglietteria o all’ufficio disabili che si trova proprio sotto i portici. Anche da via Sacchi, una volta scesi dal bus, ci si trova in seria difficoltà. Per raggiungere l’ingresso principale dove si trova, sulla sinistra, la piantina in braille della stazione, naturalmente non aderente al reale si deve attraversare, senza indicazioni, l’ex parcheggio vuoto dei taxi, cantierato sui due lati. Da questo accesso una pista tattile conduce il viaggiatore sul troncone di loges principale diretto ai binari, ma non alle banchine.
Abbiamo scritto articoli e protestato ufficialmente per questo disastro, ma la risposta da Rfi Grandi Stazioni e un altro paio di società che si stanno occupando della ristrutturazione è stata: «Finiremo presto e andrà tutto a posto». Ad oggi la situazione non migliora. Abbiamo fatto notare che la pista tattile di colore nero non contrasta abbastanza con il pavimento chiaro, dato che il cantiere perenne dei lavori la riempie di polvere rendendola invisibile agli ipovedenti.
Abbiamo chiesto uno schermo ad altezza viso in biglietteria per permettere agli ipovedenti di avere informazioni sulle partenze e gli arrivi, dato che il cartellone principale per i decimisti e i ventesimisti è illeggibile a causa dell’altezza.
Abbiamo organizzato una riunione con il Comune di Torino per concordare una serie di interventi finalizzati a collegare la città con la stazione, attraverso semafori sonori e percorsi tattili dalle fermate dei bus fino agli ingressi sui tre lati, ma i progettisti delle ferrovie non hanno dato risposte definitive sugli ingressi e quindi il Comune non può pianificare gli interventi.
In conclusione, Porta Nuova oggi appare come una nave senza pontili per scendere a terra. Continueremo a fare pressioni per arrivare a soluzioni definitive. La cosa che ci amareggia è che, a parte ledere il diritto allo spostamento in libertà dei cittadini in difficoltà, si sono spese cifre enormi (circa 48 milioni di euro) che hanno dato risultati per ora deludenti anche per chi non ha una disabilità.
Nel prossimo numero l’analisi della stazione di Porta Susa.
Sergio Prelato

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