UIC/011 - anno 2009 numero 3
E-book, l’accesso negato ai libri in formato elettronico
Da quando esistono le sintesi vocali i ciechi hanno avuto sempre più possibilità d’accesso ai prodotti editoriali, quali libri, riviste e quotidiani. Ma mentre per questi ultimi si può dire che la maggior parte dei problemi sia stata superata, per i libri la questione è ancora aperta e ben lungi dall’essere risolta.
Perché, infatti, è assai raro reperire sul mercato i testi delle case editrici offerti
sotto forma di files?
Le case editrici si fanno forza di un accordo intercorso circa 15 anni or sono tra la Società degli Editori, l’Uici e la biblioteca Regina Margherita di Monza, secondo il quale la suddetta biblioteca riceverebbe i files per poi distribuirli in formato elettronico, stampati in braille o a caratteri ingranditi ai ciechi che ne facessero richiesta. Peccato che in tutti questi anni, vuoi per ritardi e reticenze delle case editrici a fornire i files (come sostiene la biblioteca Regina Margherita),
vuoi per le limitate capacità organizzative e produttive di questa (come sostengono in parecchi fuori e dentro l’Unione), vuoi per entrambe queste ragioni, sono stati ben pochi i testi, compresi quelli scolastici, finora pubblicati da questo ente, e spesso anche con notevole ritardo.
Dunque ai ciechi che, per necessità o per diletto, vogliono leggere, non resta che procurarsi i volumi desiderati, passarli allo scanner e successivamente al riconoscimento di un Ocr e poi correggere manualmente gli inevitabili errori. Per quanto lungo e laborioso, in pochi giorni il testo è leggibile.
Ma la domanda cruciale è: perché tutto questo lavoro per far tornare file ciò che già all’origine è tale? Il recente Decreto 18 dic. 2007, detto Rutelli, e convertito in legge poco prima della caduta del governo Prodi, che pareva introdurre tra l’altro novità sostanziali in materia di accesso per i disabili ai prodotti editoriali, non ha provocato finora alcun cambiamento di rilievo.
Pertanto i dannati dello scanner continuano in tutta Italia a scansionare e correggere libri di tutti i tipi, e complessivamente visto che saggiamente han deciso di mettersi in rete e di scambiarsi i frutti del proprio lavoro hanno prodotto in quest’ultima decina d’anni più di 20mila titoli, superando di gran lunga la produzione globale dello stesso periodo di enti e strutture specializzate.
Ma fino a quando leggere un libro di propria scelta non sarà un diritto effettivamente riconosciuto anche a noi? Per quanto tempo ancora dovremo continuare ad affidarci più che alla tutela della legge all’arte di arrangiarsi?
Francesco Fratta
Gli editori controcorrente
I pochissimi editori che non solo si sono mostrati sensibili al problema, ma hanno deciso una linea ben precisa al riguardo, meritano di essere nominati.
Così la Pendragon di Bologna, che offre i suoi testi su cd o per invio mediante posta elettronica ad un prezzo abbattuto del 35% rispetto a quello di copertina o, ove si richiedesse anche l’edizione cartacea, a prezzo intero; la Fernandel di Genova che offre i suoi titoli in file di testo al prezzo di copertina; le Edizioni di Stampa Alternativa, i cui titoli possono essere in parte scaricati gratuitamente in files Pdf. Per quanto riguarda l’editoria scolastica, il gruppo Loescher-D’Anna è stato l’unico ad aver tentato una collana di testi di varie discipline per le superiori, offerti anche in formato txt per Dos.

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