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UIC/011 - anno 2009 numero 3

Lo spazio di ascolto psicologico

Un nuovo servizio della sezione provinciale UICI.

Moravia in "L’esistenza ferita" diceva: "Il veleno più esiziale è la rassegnazione"; con le persone che si trovano a perdere la vista è necessaria un’elaborazione del lutto per la perdita subita per arrivare a dare nuove attribuzioni di senso. Con loro (ma anche con chi convive con la disabilità visiva da più tempo) il sostegno psicologico diventa un’occasione per ripensare in toto alla propria vita.

Il servizio di ascolto psicologico attivo da settembre presso la sezione provinciale UICI di Torino, il venerdì dalle 16.30 alle 18.30 si offre proprio come un’opportunità di apertura e di conoscenza di sé attraverso la relazione.

Lo spazio di ascolto è aperto a persone cieche dalla nascita o divenute tali, agli ipovedenti e ai familiari: l’handicap, infatti, pone l’uomo di fronte al senso del limite della condizione umana e tutti possono beneficiare della possibilità di usufruire di uno spazio di riattraversamento della propria storia e di trasformazione della propria visione di sé.

Non è possibile, infatti, parlare di nessun tipo di autonomia a livello pratico se non vi è prima una riconquista della propria autonomia a livello psicologico, ossia del prendere consapevolezza della propria possibilità di agire nel e sul mondo, non sentendosi da questo schiacciato.

Lo spazio di ascolto psicologico vorrebbe essere anche un punto di riferimento importante per i genitori che desiderino una possibilità di riflessione sulla propria relazione con il figlio. La nascita di un bambino disabile rappresenta, infatti, una grossa ferita narcisistica: i genitori si rispecchiano nel bambino, ma quando il figlio è disabile questo non avviene.

Crolla l’immagine del bambino normale e nella coscienza dei genitori si affacciano sentimenti di vario genere che possono incidere in modo evidente sui comportamenti futuri. Nel tempo, inoltre, se l’esigenza sarà sentita e condivisa da più famiglie, si potrebbe pensare ad un lavoro attraverso il gruppo.

Il trovarsi con altri genitori di bambini con disabilità può essere una buona occasione di scambio e di crescita: si impara dall’esperienza altrui e, al contempo, si mette a disposizione la propria.


Margherita Toscano

 

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