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UIC/011 - anno 2009 numero 3

Una scelta importante

L’esperienza dei volontari UNiVoC.

Sembra così lontano quel 3 novembre 2008: un’uggiosa giornata di metà autunno, i nostri quattro volti tesi, emozionati ed anche un po’ spauriti, quasi a cercare uno sguardo amico, proprio qui dove sguardi ed occhi acquisiscono un significato speciale.

Ognuno di noi sta trasformando l’esperienza del Servizio Civile presso l’UNIVOC in un bagaglio culturale, sociale e affettivo, che ha fatto emergere nel nostro carattere dei lati nascosti e in particolare modo una sensibilità che non pensavamo di avere. Tutto questo è stato possibile grazie ai numerosi accompagnamenti ed assistenze di cui siamo stati incaricati: una voce ed un braccio, un sorriso e tanto altro per coloro che prima erano solo utenti e poco alla volta si sono rivelati amici.

Man mano che si concretizzava questo progetto diminuivano quei timori e quei pregiudizi insiti in ciascuno nei confronti di qualunque disabilità; ci accorgevamo che non esistono parole vietate o un modo di fare corretto, basta comportarsi naturalmente ed essere se stessi. Tutti e quattro abbiamo infatti scelto il Servizio Civile consapevoli ed allo stesso tempo inconsapevoli di quello che ci avrebbero chiesto e ci domandavamo quale fosse l’approccio che avremmo dovuto tenere. É infatti innegabile che la nostra grande paura era di creare malintesi e inconvenienti, poiché a volte il voler aiutare sfocia in un atteggiamento di protezione esasperato, che può ledere l’indipendenza e il sentimento altrui.

Questo gradino è stato superato dagli stessi consigli di coloro con cui abbiamo lavorato, proprio perché per comprendere una qualsiasi disabilità basta mettersi in gioco e porre una domanda, non temendo di farsi avanti oppure nascondersi dietro il non sapevo come fare….

Così, unendo lavoro d’ufficio a piccole pratiche burocratiche, responsabilità e impegno, abbiamo potuto affinare la nostra conoscenza e pratica nel mondo del lavoro. È il primo passo verso ciò che sogniamo per il nostro futuro, pur consapevoli che la disponibilità riscontrata nei responsabili di questi uffici, come negli utenti, sarà sempre un pilastro fondamentale per le esperienze a venire.

Ecco quindi che dopo l’anno trascorso, le esperienze maturate in quest’ambito e i legami instaurati, la risposta al classico quesito: "Consigliereste il Servizio Civile ad un amico?" non potrà che essere: "Sì, certo, per il valore sociale di cui esso è portavoce".

Una virtù essenziale ora acquisita è proprio il coraggio di riconoscere che, se è vero che l’anima si legge dagli occhi, è altresì innegabile che non bisogna aver paura di un paio di occhiali scuri.

 

Cecilia Asquino, Fabio Farinelli, Francesca Marrazzo, Marica Valieri

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