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UIC/011 - anno 2009 numero 3

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Torino, città abilmente diversa
Il Comune di Torino adotta la Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità. L’ordine del giorno  approvato il 19 ottobre dal Consiglio comunale  impegna la giunta ad organizzare, annualmente, una giornata di riflessione e studio sul tema dell’impegno contro l’esclusione e la discriminazione dei diversamente abili.
La Città, inoltre, dovrà riferire alle Commissioni lo stato in essere delle barriere architettoniche presenti nelle strade, negli uffici pubblici, nelle case e soprattutto nelle scuole.
Il documento (primo firmatario: Francesco Solinas) chiede, infine, di istituire una figura istituzionale in grado di garantire i diritti dei disabili e di promuovere iniziative per la sensibilizzazione degli studenti al rispetto della diversità.


Sei nuovi percorsi tattili
La giunta di Palazzo Civico ha avviato il progetto preliminare che prevede la creazione di sei nuovi percorsi tattili e l’introduzione di dispositivi sonori sugli impianti semaforici interessati. I percorsi guida, con i relativi punti ed aree di interesse, saranno realizzati in corso Tazzoli/corso Unione Sovietica (fermata linee 4 e 63, carcere minorile e Tribunale dei Minori), corso Inghilterra/via Duchessa Jolanda (stazione di Porta Susa, palazzo della Provincia), via Pietro Micca/via Bertola (capolinea di linee tranviarie, palazzo della Regione), via Sacchi/via Assetta e corso Vittorio Emanuele II/via Arsenale/via San Secondo (stazione di Porta Nuova, linee tranviarie e di bus, Unione Ciechi di corso Vittorio Emanuele II) e nella zona 30 della Circoscrizione 2 (attraversamenti di via Guido Reni e via Filadelfia, collegamento con i mezzi pubblici e cascina Giajone). La spesa prevista è di 500mila euro, per i quali potrebbe esserci l’eventuale cofinanziamento al 50 per cento da parte del ministero dei Trasporti: il progetto consente infatti di partecipare al Bando per promuovere l’adeguamento degli attraversamenti semaforizzati alle esigenze dei non vedenti, con il quale il ministero mette a disposizione 2 milioni e 750mila euro per interventi di questo genere.


Botta e risposta
Uno solo a Monza, 89 a Bari e 107 a Napoli. Tutti al Sud gli accompagnatori dei ciechi!
È questo il titolo scelto da Il Giornale, diretto da Vittorio Feltri, il 24 agosto per sferrare un duro attacco contro l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Pronta la risposta del presidente, Tommaso Daniele, che non ha però trovato spazio tra le colonne del quotidiano. Nella lettera indirizzata al direttore Feltri viene spiegato che ai minorati della vista spetta solo il 2% dei volontari del servizio civile nazionale e che al Sud i non vedenti sono molti di più di quelli del Nord.
Al Sud, in particolare, i volontari impegnati non raggiungono il migliaio di unità a fronte della presenza di oltre 52mila non vedenti riconosciuti e censiti dai ministeri competenti.
Nelle regioni del settentrione, inoltre, si presentano pochi progetti per il servizio civile volontario. Il motivo principale per giustificare il numero esiguo degli accompagnatori è che al Nord i giovani non fanno domanda per il servizio civile perché le occasioni di lavoro sono molte e meglio retribuite del servizio volontario di accompagnamento dei ciechi.

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