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UIC/011 - anno 2010 numero 1

I buoni taxi: a Torino cambiano le regole

Per garantire la mobilità ai disabili motori e sensoriali che non possono usare autonomamente i mezzi pubblici, il Comune mette a disposizione un certo numero di corse gratuite in taxi. Attualmente a Torino 1.900 persone usufruiscono di questo servizio per andare al lavoro, a scuola, o per muoversi in città. Altri 1.700 disabili (tra cui molti anziani) sono in lista d’attesa.
Dovendo far fronte a una richiesta sempre crescente, Palazzo Civico ha recentemente emesso una delibera con la quale limita il numero di buoni concessi. Chi d’ora in poi verrà riconosciuto idoneo, troverà condizioni più sfavorevoli rispetto a quelle in vigore finora. I buoni taxi mensili infatti saranno 30 (e non più 45) per i lavoratori, 6 (e non più 10) per la vita di relazione. Inoltre il trasporto non sarà più individuale, ma collettivo tramite MiniBus, con gli inevitabili problemi logistici che da questa modalità deriveranno. Chi invece ha avuto accesso al servizio prima della delibera, continuerà ad usufruire dei buoni taxi con i vecchi criteri. «Così si crea un’inaccettabile disparità – spiega Enzo Tomatis, presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Torino –. I diritti devono essere gli stessi per tutti. Il Comune, magari tagliando su qualche spreco, dovrebbe trovare i fondi per garantire a ogni disabile una mobilità adeguata. Se davvero c’è un’emergenza, noi "vecchi entrati" siamo disponibili a cedere qualcosa, a vantaggio dei "nuovi": l’importante è che ci sia equità. Che dire poi – prosegue Tomatis – delle differenze tra Torino e la provincia? Perché un disabile che vive fuori città deve avere meno diritti? Bisogna risolvere il problema con una normativa univoca, regionale, basata sull’accordo tra gli enti locali».

Lo. Mo.

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