UIC/011 - anno 2010 numero 1
I colori del buio
Il romanzo di Laura Boerci e Filippo Visentin.
Dalla prefazione di Daniela Floriduz (con il consenso dell’autrice):
È la primavera del 1948. L’Italia, nella decisiva tornata elettorale del 18 aprile, si appresta a consegnare il proprio futuro a "due opposte Chiese": quella comunista e quella cattolica. La Grande Storia irrompe nel microcosmo rurale di Badile, borgo situato a una decina di chilometri da Milano. La vita di quella piccola comunità, scandita dal ritmo eterno delle stagioni e dei riti religiosi, registra con sgomento e stupore il "nuovo che avanza": i giovani avvertono la presenza di un futuro che preme, incalzante, inducendoli a coltivare speranze di riscatto sociale, di una vita diversa da quella dei padri; le donne sono chiamate a nuove responsabilità politiche, sono combattute fra la fissazione tradizionale del loro ruolo e il desiderio di affermare se stesse e si interrogano su un domani, reso incerto dalla guerra appena conclusa, dalla miseria imperante. Sullo sfondo, avanzano, rombando, i nuovi simboli del progresso, dalla Gilera alla Topolino, premonitori di quell’avvenire industriale del Nord Italia che esploderà nel boom economico, nel miracolo italiano. Badile è cifra, metafora di altrettanti paesini adagiati sulle campagne del Lombardo-Veneto, dove la povertà impone la sua ferrea legge di stenti e ristrettezze, attivando meccanismi di solidarietà, di vicinato, ma anche attizzando pregiudizi atavici, nutriti di pettegolezzo paesano.
Su questo sfondo campeggia la storia di Sergio e Marta, una storia che potremmo definire come la traduzione concreta, affettiva, di ciò che comunemente va sotto il nome di integrazione sociale. I due protagonisti, infatti, ben lungi dal rappresentare esclusivamente se stessi, permettono di mettere in scena da un lato il pregiudizio di classe, dall’altro la disabilità, in particolare quella visiva. Potrà mai sorgere una storia d’amore tra una contadina ed un ricco borghese, colpito alla nascita dalla cecità? È una domanda che risuona con accenti immutati anche oggi, quando tante barriere si sono sgretolate, anche per effetto dei mass media, che hanno contribuito, in parte, ad avvicinare le persone, ad estirpare l’ignoranza.
Eppure, anche nelle nostre società cosiddette evolute, è ancora necessario abbattere innumerevoli cliché fossilizzati che, rendendo miopi gli occhi delle menti, impediscono di osservare le persone per ciò che sono, al di là delle loro caratteristiche esteriori. Anche oggi la "diversità" genera timore, non curiosità e viene vista e vissuta come un limite, non tanto come una forma di arricchimento, forse per il disagio inconsapevole che impedisce a molti di guardarsi dentro, per la paura di incontrare quell’alterità profonda che abita dentro ad ognuno, alterità con la quale la frenesia della vita quotidiana vieta di fare concretamente e seriamente i conti. […]
Titolo: I colori del buio
autori: Laura Boerci, Filippo Visentin
anno di pubblicazione: 2009
pagine: 202 pp.
prezzo: 15 euro
editore: Ibiskos Editrice Risolo (collana Anthurium)
I colori del buio dipingono l’affresco della vicenda sentimentale ed umana di Marta e Sergio, qualcosa di più di una storia d’amore: l’intreccio di due universi in apparenza lontani, che, rapiti dalla magia dell’incontro, si scambiano le rispettive visioni del mondo, convergono abbattendo le barriere della disabilità e delle differenze sociali, condividono preziosi, quanto fugaci, scampoli di vita. Sullo sfondo, i pregiudizi antichi e sempre duri a morire, derivanti dall’ignoranza e dalla paura, sui quali il romanzo getta una luce discreta ma decisa, consegnando al lettore la necessità di incamminarsi verso quell’apertura mentale che, sola, può arricchire di contenuto e di significato le relazioni tra gli esseri umani. Un viaggio in un’Italia rurale che non c’è più, abbagliata dalla promessa frastornante del miracolo economico ma ancora immersa nella ricerca di sé, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale e l’esperienza, esaltante e tragica, della Resistenza.

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