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UIC/011 - anno 2010 numero 2

Il Consiglio cambia volto

Un rinnovamento nella continuità

L’assemblea dello scorso 17 aprile ha eletto un nuovo Consiglio, i due delegati al Congresso nazionale spettanti alla sede di Torino e il rappresentante torinese in seno al Consiglio Regionale piemontese. I nomi sono ormai noti, e non ci soffermeremo su di essi, ci preme invece svolgere alcune considerazioni sull’andamento e il risultato della nostra assemblea.
Dalla relazione morale è emerso con chiarezza che durante lo scorso mandato le iniziative e i progetti portati a termine sono stati numerosi, su più versanti - pluriminorazione, barriere  architettoniche, riabilitazione, trasporti, prevenzione e sensibilizzazione, anziani, cultura, ecc. - di buona qualità e sempre significativi di un impegno costante e competente dei consiglieri e dei loro numerosi collaboratori. D’altra parte è tornata a farsi sentire la voglia di partecipazione (da tempo non avevamo un’assemblea con così tante presenze - 160 - e un numero tanto consistente di candidature – 18 - per il Consiglio provinciale), ed è emerso altresì il bisogno di rinnovare e ringiovanire il gruppo dirigente della nostra sezione. Il risultato scaturito dal voto, se da un lato ha dato soddisfazione all’esigenza di rinnovamento - ben 6 sono i nuovi membri del Consiglio e, di essi, 4 al di sotto dei 45 anni – dall’altro ha premiato, per così dire, l’operato della compagine uscente riconfermando i tre candidati che avevano fatto parte del consiglio di presidenza. Insomma, un voto coraggioso e insieme equilibrato, che garantisce rinnovamento nella continuità, e che costituisce un segnale incoraggiante tanto per chi già da tempo opera nel gruppo dirigente sezionale, quanto crediamo per quelli che sono entrati a farne parte per la prima volta. Per inciso notiamo che un’analoga ventata di rinnovamento ha investito molte altre sezioni del nord Italia, come si è potuto constatare nell’assemblea precongressuale di Milano dello scorso 16 maggio, e ci auguriamo che ciò preluda a un profondo rinnovamento anche del Consiglio e della direzione nazionale che verranno espressi dal prossimo Congresso.
Quanto alla nostra sezione il lavoro che attende il nuovo Consiglio e i soci che vorranno collaborare attivamente con esso non sarà né poco, né facile. Il tempo che ci sta di fronte non richiederà infatti soltanto un grande sforzo da parte nostra per tentare di limitare i danni derivanti dai tagli consistenti di fondi e servizi in favore dei disabili che i governi stanno mettendo in atto motivandoli quali misure inevitabili per fronteggiare la crisi economica, ma ci imporrà anche di contrastare con forza ed estrema determinazione i tentativi, diciamo così, "culturali" di ricacciare i disabili nella marginalità sociale, di considerarli in fondo solo un peso di cui è inopportuno per la collettività farsi carico specie in tempi di vacche magre, e di far passare i diritti da essi faticosamente conquistati in questi decenni come ingiusti privilegi anziché come sostegni necessari alla loro emancipazione e alla loro attiva partecipazione alla vita sociale.
Forza e coraggio, dunque. Se la via che ci sta davanti è in salita, dimostreremo di saperla salire, a dispetto di chi, per farci cadere, cerca di farci lo sgambetto. 


Francesco Fratta

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