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UIC/011 - anno 2011 numero 3

Il fascino delle ville Palladiane

Una gita alla scoperta dei tesori artistici del Veneto.

Le sezioni Uici di Torino e Cuneo hanno organizzato, lo scorso mese di ottobre, una gita di tre giorni per scoprire insieme la grazia, la bellezza, la maestosità e l’utilità delle ville palladiane, situate nella provincia di Vicenza, e, dal 1996, inserite nella lista Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Questi tre giorni ci hanno decisamente arricchito sul piano artistico e culturale, in particolare la giornata dedicata alla visita guidata di alcune ville del Palladio.
Accompagnati da una guida molto preparata, abbiamo potuto comprendere e in molti casi toccare con mano gli elementi che caratterizzano l’architettura di queste ville dallo stile che si ispira a quello classico romano, sottolineato dagli archi e dai colonnati della facciata. Ai visitatori del '500 che giungevano da Venezia lungo le acque del fiume Brenta, queste ville, seppur così diverse dai grandi palazzi veneziani, dovevano apparire maestose, slanciate e solenni come un tempio e contemporaneamente solide e funzionali, adatte a soddisfare le esigenze dei ricchi possidenti vicentini che le avevano commissionate. Queste ville, infatti, non erano destinate unicamente allo svago ma erano anzitutto dei complessi produttivi. Esse sono caratterizzate da un corpo centrale, suddiviso in senso verticale, ciascuno con funzioni diverse. Ai lati sono situate le barchesse destinate agli ambienti di lavoro e al ricovero degli attrezzi agricoli. Nella parte centrale, il piano principale è destinato alla famiglia e agli ospiti, mentre a destra e a sinistra stanze simmetriche, più piccole o più grandi, venivano usate come studi o uffici per l’amministrazione della proprietà. Le ville sono circondate da un grande giardino e chiuse da una cinta muraria; ciascuna è dotata di un punto di attracco per le barche proprio di fronte alla facciata.
Fra quelle visitate ci ha particolarmente colpito la bellezza di villa Foscari chiamata “La Malcontenta”. Secondo la leggenda questo nome deriva dal fatto che una nobildonna fu costretta a vivere gli ultimi trent’anni della sua vita rinchiusa nella villa a causa del suo passato piuttosto dissoluto. Probabilmente la vera ragione storica di questo appellativo deriva dal fatto che il fiume Brenta era malcontento (da cui malcontenta) e provocava danni agli abitanti che se ne lamentavano spesso con la Repubblica di Venezia. Maestosa e superba si presenta, invece, villa Pisani, chiamata “Palazzo Imperiale” e decisamente più grande di tutte le altre. I committenti fanno parte dell’aristocrazia veneziana e per loro il Palladio progetta un edificio molto più imponente che  ne testimonia lo status sociale. La facciata si presenta in posizione sopraelevata allo scopo di dare maggiore solennità e imponenza all’intero edificio. Ben 114 le stanze, distribuite nei vari piani, alcune delle quali, come la sala centrale, di grande ampiezza e luminosità.
Una breve visita a Vicenza e a Padova ci ha poi fornito un assaggio delle numerose bellezze racchiuse in questa parte del Veneto. Non sono mancati i momenti di svago, come ad esempio la gita in battello sul Brenta con pranzo a bordo, che ci ha offerto l’occasione di conoscere meglio i soci della sezione di Cuneo.

Flavia Navacchia

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