
Una delegazione della nostra associazione, composta dal presidente Gianni Laiolo e dal vicepresidente Christian Bruno, ha incontrato il nuovo amministratore delegato di GTT (Gruppo Torinese Trasporti), Guido Mulè. Era presente anche la disability manager del gruppo, Rita Gambino.
In un colloquio franco e cordiale, i delegati UICI Torino hanno ringraziato l’azienda per il lavoro svolto sul fronte dell’accessibilità. Nel tempo, questo impegno ha sicuramente accresciuto l’attenzione verso i passeggeri con disabilità visiva e le loro esigenze. Pensiamo, ad esempio, ai corsi di formazione per i conducenti di tram e bus e alle campagne comunicative a tema inclusione.
D’altra parte, Laiolo e Bruno hanno segnalato alcuni problemi che purtroppo continuano a rendere difficili gli spostamenti dei passeggeri ciechi e ipovedenti: uno fra tutti, il funzionamento a singhiozzo dei sistemi di annuncio vocale delle fermate, anche sui mezzi più nuovi, che, in teoria, dovrebbero essere i meglio attrezzati. Inoltre, sui tram delle serie 5.000 (a pianale ribassato) e 6.000 Jumbo, in servizio su alcune linee (come il 13 il 4), I sistemi di annuncio vocale sono obsoleti e andrebbero sostituiti.
Più in generale, i rappresentanti UICI Torino hanno fatto notare che, per chi non vede o ha gravi minorazioni visive, il trasporto pubblico non è una tra le tante opzioni possibili, ma è una scelta obbligata. Per questo, una rete capillare di collegamenti (con passaggi garantiti anche nelle zone periferiche e nelle fasce orarie meno frequentate), ma soprattutto un parco mezzi pienamente accessibile possono fare la differenza, incidendo in maniera decisiva sulle possibilità di movimento dei cittadini con disabilità visiva.
Dal canto suo, l’Amministratore Delegato ha preso nota delle indicazioni, impegnandosi a fare il possibile per potenziare quanto di buono già viene fatto e colmare le lacune che ancora permangono. Problemi così complessi non si risolvono dall’oggi al domani, con la bacchetta magica. Servono tempo, risorse, capacità di comprensione da parte di tutti gli attori in campo. Ecco perché il nostro dialogo con GTT deve continuare.


