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Carlo Verdone a “Più cinema per tutti”: «Mi impegnerò per la resa accessibile dei film»

Inaugurata la rassegna di proiezioni attenta alle esigenze dei disabili sensoriali.

l'attore Carlo Verdone dialoga con il pubblico intervenuto«Mi impegnerò personalmente, anche con colleghi e produttori, perché i film vengano resi accessibili alle persone con disabilità sensoriale. Oggi la tecnologia la consente. E i disabili sono un pubblico come tutti gli altri: è impensabile che, nel 2017, siano ancora esclusi dalle sale».

Queste le parole del celebre regista e attore romano Carlo Verdone, che ha inaugurato, a Torino, la manifestazione "Più cinema per tutti", una rassegna molto attenta alle esigenze delle persone con problemi visivi e uditivi. L'evento è organizzato dall'associazione Museo Nazionale del Cinema, con il coordinamento di Rosa Canosa e con il contributo di numerose realtà associazioni, tra cui l'UICI di Torino. La rassegna prevede la proiezione di nove film di Verdone (sette dei quali pienamente accessibili ai disabili, grazie ad audiodescrizione e sottotitolazione). Da qui la scelta di invitare il regista per la serata inaugurale, che si è svolta lunedì 2 ottobre.

Visibilmente toccato per la calorosa accoglienza riservatagli dal pubblico, Verdone ha dialogato con gli spettatori prima della proiezione di “Borotalco”, uno dei suoi grandi classici. «Questa è un'iniziativa giusta, coraggiosa e intelligente» ha detto a proposito della manifestazione “Più cinema per tutti”. «Non mi stupisce che sia nata a Torino, città da sempre votata alla sperimentazione in ambito cinematografico. Qui io stesso mi sono formato come attore. Spero comunque che presto altre realtà seguano l'esempio».

Durante il suo intervento, Verdone ha spaziato su vari temi, muovendosi, com'è nel suo stile, tra leggerezza e intensità, aneddoti personali e riflessioni. Stimolato dal presidente UICI Torino, Franco Lepore, riguardo al suo contatto con la disabilità visiva, ha raccontato: «Me ne sono occupato in “Gallo Cedrone”, film nel quale ho raccontato una relazione tra un uomo vedente e una donna cieca. Ricordo che prima di iniziare le riprese mi rivolsi ad alcune associazioni e incontrai diverse persone non vedenti. Fu un'esperienza toccante, che mi arricchì».

Più in generale, a proposito della disabilità descritta sul grande schermo, ha osservato: «E' un tema che richiede sensibilità e delicatezza, però credo che non vada esasperato e drammatizzato troppo. Penso che la sfida più grande sia raccontare la disabilità attraverso la commedia, che non è una "presa in giro", ma semplicemente un racconto che usa il filtro potente della leggerezza». Prima di congedarsi dal pubblico, il regista e attore romano ha assunto un impegno. «Ho toccato con mano quanto sia importante un cinema inclusivo. Mi farò portatore di queste istanze. Ne parlerò con il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, con la mia produzione e con i colleghi». Intanto la rassegna “Più cinema per tutti” prosegue fino a mercoledì 11 ottobre. Il programma completo è disponibile sul sito www.cinemamassimotorino.it.