Scendiamo in piazza per una città più accessibile

Scendiamo in piazza per una città più accessibile

Lunedì 14 settembre scendiamo in piazza per una città più accessibile. Non siamo contro la mobilità alternativa, ma l’uso selvaggio di biciclette e monopattini è un pericolo grave per le persone disabili. L’appuntamento è in piazza Palazzo di Città, davanti al municipio, alle ore 14 (in quello stesso momento si svolgerà il Consiglio Comunale, con presentazione di un’interpellanza su questi temi).

La manifestazione “Io non posso passare!” è organizzata da Cpd (Consulta Persone in Difficoltà) col sostegno della nostra sezione UICI, I.Ri.Fo.R., U.N.I.Vo.C., Polisportiva e del blogger Cosmin Stoica. Sarà un’occasione per sensibilizzare cittadini e istituzioni. Contiamo in un’ampia partecipazione da parte dei nostri soci e amici, visto che il tema è molto sentito e visti anche gli incidenti che recentemente hanno coinvolto persone con disabilità visiva. Vi aspettiamo!

Di seguito pubblichiamo la riflessione del nostro Sergio Prelato, appena eletto in Consiglio Provinciale, sempre molto attento ai temi della mobilità urbana. Ecco il suo “reportage”, scritto con ironia e leggerezza, dalla “giungla urbana”.

Il pedone: razza in via di estinzione

L’antropologia urbana pre-Covid e post-Covid ha creato una strana anomalia. Il pedone si è estinto o quasi, nella savana e nella giungla della nostra città. Predatori a due ruote hanno raggiunto l’apice della catena della mobilità insostenibile a scapito dei poveri bipedi, che ormai vengono “cacciati” dai nuovi padroni dei marciapiedi: monopattini e bici a flusso libero. Ricapitolando, abbiamo le auto che giustamente utilizzano la strada carrabile, le bici e i monopattini che utilizzano raramente le piste ciclabili e in promiscuità, peraltro illegale. I marciapiedi dei poveri pedoni torinesi, sempre più ammaccati e spaventati dai nuovi velociraptor! Piero e Alberto Angela faranno sicuramente un servizio nei loro documentari.

Si sono osservati monopattini persino nelle stazioni a ridosso dei treni in partenza. Una falsa soluzione ad un vero problema quello dei monopattini e delle bici: alla fine qualcuno ci deve pur rimettere nella catena dei più forti, i più deboli dunque, i pedoni. I pedoni fra tavolini che restringono lo spazio utile, e i nuovi velocipedi ecologici ma pericolosissimi che impediscono ai pedoni di “abbeverarsi” nei bar, svoltare tranquilli, sostare davanti alle vetrine, perché sentono sfrecciare, come pipistrelli impazziti, i nuovi mezzi arroganti e aggressivi che rappresentano la nuova frontiera del disordine urbano, dell’anarchia ciclistica. Senza spazi per sostare, né regole da rispettare, non avendo nemici naturali, i monopattini e le bici a flusso libero liberamente fanno ciò che vogliono come bulletti di città, tra le autorità di polizia municipale che alzano le mani dicendo che non possono fare nulla e la politica che spaccia con faciloneria la pericolosità di questi mezzi silenziosi come la panacea di tutti i mali.

Anche gli automobilisti avrebbero la loro da dire sulle improvvise apparizioni, quasi fantasmagoriche, di corpi verticali che improvvisamente compaiono a sinistra e a destra e davanti alle auto. L’unico mezzo ecologico sicuro e pulito sono le due gambe a flusso libero dei pedoni, che rispettano
delle regole ormai segnate da anni di evoluzione urbana. Le bici e i monopattini per non essere nocivi devono avere corsie preferenziali oppure stare su strada, rispettando il codice stradale. Ma la legge del più forte e dell’ottuso nuovo “animale” la fa da padrone. Creare nuove barriere e pericoli non è certo degno di una città come Torino. Alla fine si è creata una “guerra incivile” fra gli abitanti che un tempo erano civili.

Sergio Prelato

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